6 maggio 2012. Alle 7:30 arrivo a Collelongo insieme a mio padre. Andiamo subito a prendere il pettorale, caffè al bar e poi di nuovo in macchina; la giornata non è molto piacevole, il cielo è coperto e minaccia pioggia, le montagne che sovrastano il paese sono avvolte dalle nubi e la temperatura è di 12 gradi. Dopo un pò di indecisione sull'abbigliamento più adatto per affrontare la gara soprattutto nella seconda parte (a 1600 mt sono previsti 5 gradi e ci sarà pioggia, nebbia e vento...) finalmente alle 8:30 siamo tutti allineati sotto l'arco di partenza e, subito dopo le note del'inno nazionale, prende il via la 17^ edizione dell'Ecomaratona dei Marsi.
La Maratona è come la vita, è un lungo viaggio durante il quale possono accadere tante cose nel bene e nel male e che richiede impegno e forza d’animo. Queste qualità le aveva certamente Claire Squires, una ragazza di trenta anni che insieme a tante altre migliaia di atleti e atlete aveva riversato tutto l’entusiasmo possibile sulle strade della City. Mentre Wison Kipsang e Mary Keitany ricevevano gli applausi degli spettatori durante la premiazione, Claire era ancora lontana dal traguardo ma era decisa ad arrivare in fondo, il suo obbiettivo, quello di concludere per vincere la scommessa che gli avrebbe fatto guadagnare le 500 sterline da destinare ad una associazione umanitaria chiamata Samaritans, sarebbe stata la sua vittoria.
La nostra atletica non sta vivendo un momento felice, è in corso un periodo di transizione in attesa che qualche giovane di talento possa di nuovo affermarsi e competere con i migliori del mondo. Questo riguarda un po’ tutte le discipline dell’atletica leggera ma nello specifico, parlando della corsa di mezzofondo, fondo e maratona, la crisi di talenti è veramente importante e porta inevitabilmente a ricordare gli anni passati, i tanti grandi campioni che abbiamo avuto e che hanno fatto dell’ Italia la nazione leader in Europa. Non possiamo dimenticare le imprese di chi è riuscito a vincere Europei, Mondiali e Olimpiadi e comunque ad affermarsi come straordinario interprete della corsa, tanto da tenere a distanza anche gli Africani e dare spettacolo ovunque, ma dopo l’uscita di scena dell’ultimo nostro grande (Stefano Baldini) è come se fosse calato il buio sul movimento atletico nostrano e, a parte qualche piccolissimo sussulto, non c’è stato più molto da ricordare.
E’ ormai passato qualche giorno dal quando Giorgio Calcaterra ha vinto, peraltro dominandola, la gara che assegnava il titolo mondiale della 100 km e come era prevedibile, il “fenomeno” è stato già archiviato. E’ vero che non capita troppo spesso che un atleta Italiano vinca un mondiale, non importa in quale disciplina, per cui era d’obbligo per la stampa sportiva e non, impossessarsi del personaggio di turno e tracciarne anche biografie. Giorgio poi, per il fatto che non è più in verdissima età e soprattutto non è un atleta professionista, ha dato modo di trovare numerosi spunti a chiunque abbia voluto raccontare la sua storia.
Qualche tempo fa, per la precisione dopo la Corsa di Miguel, Roberto Montesi ci ha parlato di questo ragazzo, Delian Statheff, che ha iniziato a fare triathlon quando ancora non frequentava le scuole elementari e che lui si è ritrovato tra tanti altri ragazzini, alla Minerva Roma, una delle più prestigiose società Italiane che si occupano di avviare dei giovanissimi alla triplice disciplina, dove il nostro presidente ha lavorato per anni come validissimo tecnico.
Ancora una volta è importante rimarcare la generosità e l’impegno di tutti i nostri atleti presenti che hanno partecipato a questa gara soprattutto per aiutare le esigenze della società. Gli organizzatori della Polisportiva Colli Aniene, da molte edizioni, hanno deciso di privilegiare e di premiare con dei consistenti rimborsi spese le prime cinque società con più atleti giunti al traguardo e di riservare dei piccoli riconoscimenti solo ai primi tre atleti di ogni categoria.
A Londra si correrà l’edizione numero 22 di una gara che è considerata fra le tre più importanti del calendario mondiale della specialità e oltretutto, visto che, tranne qualche piccola differenza, sarà su questo tracciato che si correrà anche la prova Olimpica, quella di quest’anno sarà una prova generale.